Chi siamo

Volverup è una start-up radical green nata dentro l'ambito di Progetto Manifattura, hub dell'economia sostenibile trentina. E' stata creata da Melina Benetton e Nicolas Dorosz, architetto e artista argentini con l'obiettivo di dimostrare che fare la cosa giusta è possibile e che la strada in salita porta sempre alla soddisfazione più grande.

Con una birra al bar Loco's in una sera di primavera hanno avuto la certezza di un'idea vincente e mortalmente folle: creare un'azienda dove ogni decisione presa sia eticamente giusta, dove tutto sia riutilizzato e trasformato, dove il tempo e le persone siano in primo piano.

E così hanno mollato tutto per farlo.

“Non sapendo che era impossibile, fu lì e lo fece”

- J. Cocteau

Partendo dalla grave situazione dei rifiuti in Italia e stimolati dalla forte raccolta differenziata del Comune di Rovereto (70% nel 2013) hanno fatto la prima scelta corretta: recuperare il più possibile materiali, in particolare materiale di scarto delle aziende locali, privilegiando la qualità. Ed hanno scoperto depositi di tessuti dimenticati, stanzoni pieni di materiali fantastici fuori produzione, invenduto, scarto.

Raccontando in giro la loro idea sono riusciti a coinvolgere alcune aziende.

Una di queste, Rovercolor, il cui proprietario da più di 60 anni posa le migliori carte da parati in abitazioni e uffici, ha donato a Volver una collezione stupenda di rotoli di carta da parati, avanzati degli anni '60 e '70.

Il 2013 è stato un'anno di ricerca, hanno sviluppato le capacità tecniche per lavorare con maestria i diversi materiali abbinandoli tra di loro per riuscire a dare il meglio di sé.

Ogni materiale ha trovato, dopo un duro lavoro di laboratorio, il suo ruolo, e insieme si sono trasformati in arte: cioè una meravigliosa collezione di accessori di abbigliamento: borse, portafogli, porta tabacco, ecc.

Noi abbiamo chiesto ai diversi materiali trovati, “cosa vuoi diventare?”, e purtroppo o per fortuna ci ha risposto: “una borsa”. La vocazione del materiale è insita nella sua storia.

“You say to a brick, 'What do you want, brick?' And brick says to you, 'I like an arch.' And you say to brick, 'Look, I want one, too, but arches are expensive and I can use a concrete lintel.' And then you say: 'What do you think of that, brick?' Brick says: 'I like an arch.'”

- Louis I. Kahn

Una volta deciso il materiale da lavorare e averci passato tanto tempo a realizzare il prototipo da diventare tutt'uno con il materiale, hanno progettato ogni particolare senza scendere a compromessi, tornando indietro ogni qualvolta il risultato non fosse totalmente soddisfacente, solo così nascono le grandi opere.

Nella produzione di queste opere hanno scelto di coinvolgere persone, non macchine, e hanno creato una rete efficiente con alcune dei soggetti con potenzialità lavorative più interessanti (anche se sottovalutate):

Cooperative Sociali Trentine, Scuole di genere tecnico e artigiani di alto livello, sempre in un raggio di 100km max. Il lavoro restituisce dignità alle persone, un lavoro realizzato con particolare impegno e coscienza dona orgoglio e sicurezza di sé.

n questo modo ogni particolare viene realizzato a mano, ogni scelta accuratamente definita da una persona fiera del lavoro che fa, coinvolta in un progetto dove il risultato è merito di tutti e dove non ci sono differenze.

Volverup è riuscito a trasformare materiale da smaltire, inutilizzato in oggetti di design, togliendo peso al carico che l'ambiente è costretto a sopportare tutti i giorni. Ha preso il tempo e il coraggio per provare tecniche e sistemi diversi fino a creare oggetti meravigliosi e allo stesso tempo far nascere nuove capacità artigianali in persone in momentanea difficoltà.

Volverup ha deciso quindi di inseguire una strada difficile: fare la scelta giusta, sempre, costi quel che costi. Inserendosi con un ottica diversa in quello splendido mare dell'artigianato e della cultura dei rapporti fra le persone, due qualità dell'eccellenza Italiana.

“L'essenziale è invisibile agli occhi”

- Saint Exupery